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Scatta l'obbligo di conciliazione per i consumatori in materia di fornitura di energia elettrica e gas

Il tentativo obbligatorio di conciliazione sarà gratuito per i cittadini e si svolgerà presso il servizio conciliazione dell'autorità

A partire dal primo gennaio 2017, i clienti di energia elettrica e gas, domestici e non, inclusi i prosumer (cioè coloro che sono allo stesso tempo produttori e consumatori di energia elettrica), dopo il reclamo all'operatore e prima di proporre una domanda giudiziale nei confronti delle rispettive società fornitrici, dovranno preliminarmente e obbligatoriamente esperire un tentativo di risoluzione stragiudiziale della controversia.

Di seguito la tabella esplicativa delle novità in materia di TICO

TENTATIVO OBBLIGATORIO DI CONCILIAZIONE LUCE E GAS

Chi può proporlo?

Il nuovo tentativo di conciliazione per le controversie in materia di fornitura di energia elettrica e gas può essere proposto solo dal Cliente e dopo il reclamo all'operatore.

Quando si applica?

Controversie tra:

Clienti finali di energia elettrica alimentati in bassa e/o media tensione;

Clienti finali di gas alimentati in bassa pressione, Prosumer o Utenti finali e Operatori o Gestori;

Prosumer e GSE (gestore servizio energetici) in materia di ritiro dedicato e scambio sul posto.

Non si applica nel caso di controversie:

Attinenti esclusivamente a profili tributari o fiscali;

Per le quali sia intervenuta la prescrizione ai sensi di legge;

Promosse ai sensi degli articoli 37 (azione inibitoria delle clausole vessatorie), 139 e 140 (azione tramite associazione di consumatori) 140 bis (class action) del Codice del consumo.

 

Dove si svolge?

Servizio di Conciliazione dell'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico;

Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura;

Organismi ADR iscritti nell'elenco disponibile sul sito web dell'Autorità.

Come si presenta la domanda?

La domanda di conciliazione può essere proposta in modalità telematica sul sito web del Servizio Conciliazione, previa registrazione online e solo dopo aver inviato il reclamo all'Operatore o Gestore e questi abbia riscontrato con una risposta ritenuta insoddisfacente o siano decorsi 50 giorni dall'invio del predetto reclamo; non può essere presentata oltre un anno dalla data di invio del reclamo

Quali sono i termini?

Il tentativo di conciliazione obbligatorio, dovrà concludersi entro 90 giorni, si svolgerà a titolo gratuito per il cliente. Tale termine può essere prorogato per esigenze motivate e per un periodo non superiore a 30 giorni.

Una volta verificata l'ammissibilità della domanda, il Servizio di Conciliazione comunica in via telematica, entro 7 giorni dalla data di ricezione della domanda completa, l'avvio della procedura alle Parti, provvedendo contestualmente a comunicare la data del primo incontro per lo svolgimento del tentativo di conciliazione, che deve essere fissato entro 30 giorni ma non prima di 10 giorni dalla comunicazione medesima alle Parti.

Se, precedentemente, vi è stata la sospensione della fornitura per una fattura tempestivamente contestata con il reclamo, l'incontro per lo svolgimento del tentativo di conciliazione deve svolgersi nel termine di 15 giorni dalla domanda completa e il termine di 10 giorni è ridotto della metà.

Come funziona?

Le Parti e il Conciliatore si incontrano in modalità telematica nel giorno e ora comunicati dal Servizio Conciliazione, mediante l'accesso all'apposita area virtuale riservata, web conference tramite chat, audio, video, o tramite l'utilizzo combinato di tali strumenti.

In alternativa, secondo la valutazione del Conciliatore e delle Parti, l'incontro può svolgersi tramite l'utilizzo di altri mezzi di comunicazione a distanza.

In caso di esito positivo?

Il Conciliatore redige il verbale, nel quale sono indicati i punti controversi e l'accordo raggiunto con il relativo contenuto. Il verbale di conciliazione, anche a seguito di accettazione della proposta del Conciliatore, costituisce titolo esecutivo.

In caso di esito negativo?

Il Conciliatore redige un verbale nel quale indica i punti controversi e che il tentativo di conciliazione ha avuto esito negativo. A questo punto il cliente sarà legittimato ad adire l'autorità giudiziaria.

 
Fonte http://www.condominioweb.com/tentativo-obbligatorio-di-conciliazione.13317#ixzz4UuFDBWDV

ACQUA LUCE GAS

A PADOVA UNA GUERRA TRA OPERATORI INGIUSTIFICATA

Se una persona deve cambiare fornitore, le municipalizzate e le ex monopolio, fanno cricca a danno del Consumatore.
Promettono e ingannano le persone per attirarle con arroganza a sottoscrivere il contratto con loro.
Quando li hanno catturati (perchè questo è lo stile) gli applicano tariffe basse solo per un breve periodo e successivamente eccedono su quelle del mercato libero.
Oltre tutto si basano su stime e acconti, vietati per legge, in modo di autofinanziarsi a tasso 0,00%, se si fa un reclamo, da maleducati ti mandano a quel paese e se non paghi quel che impongono ti chiudono la fornitura.
Siamo arrivati al Pizzo legalizzato.
Questo è il primo esposto ufficiale che iniziamo a fare ma ne seguiranno molti di pubblici.

Casi come sull'acqua, APS Padova chiede ad alcune persone, il 300% di acconto sulle future forniture (che sia perchè hanno monopolio?). Su una bolletta bimestrale che di norma si aggira sui €. 40. Se ne ritrovano circa 400 , la differenza sono acconti, bisogna sapere tutto e cioè che su quella cifra c'è il calcolo anche delle Tasse, che stanno arrivando ad essere esagerate da soffocare le famiglie.
Ma i Governi perchè fan finta di niente?
Governare un Popolo che muore di fame a chi può interessare?
E le aziende non hanno solo le tasse sul reddito da anticipare "troppo in anticipo" ma devono fare i conti anche con quelle sull'energia.
LE TASSE in BOLLETTA stanno superando il 60% dell'importo consumo e non è più solo l'iva del 10% o 22%.
Troppe accise e poco controllo di Stato

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