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TUTELA DEL CONSUMATORE

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Delibera 481/2017/R/EEL: Novità tariffarie sugli Oneri di Sistema elettrici

Con la delibera 481/2017/R/EEL (e successive modifiche contenute nella delibera 923/2017/R/COM) l’Autorità ha definito una nuova struttura degli oneri di sistema dell’energia elettrica.

La nuova struttura è entrata in vigore dal 1° gennaio 2018e prevede l’eliminazione delle componenti A2, A3, A4, A5, AS, MCT, UC4 e UC7 a favore dei seguenti oneri:

-     Oneri generali relativi al sostegno delle energie rinnovabili ed alla cogenerazione (ASOS); -      Rimanenti oneri generali (ARIM).

 

La struttura delle componenti perequative UC3 e UC6 è rimasta invariata in quanto tali tariffe non rientrano negli oneri di sistema. 

Con l’introduzione dei nuovi oneri ASOS e ARIM, l’Autorità ha di fatto variato la struttura degli oneri generali di sistema da binomia a trinomia: se fino al 31/12/2017 infatti i costi relativi ai suddetti oneri erano solamente quote fisse e variabili, a partire dal 01/01/2018 è stata aggiunto anche un corrispettivo di quota potenza.

 

Struttura servizi di rete utenze altro uso BT

 

IV 2017

I 2018

Distribuzione

 

 

 

Quota fissa €/mese

Quota fissa €/mese

 

Quota potenza €/kW

Quota potenza €/kW

 

Quota variabile €/kWh

Quota variabile €/kWh

Misura

 

 

Quota fissa €/mese

Quota fissa €/mese

Quota fissa €/mese

Trasporto e gestione contatore UC3

 

 

 

Quota variabile €/kWh

Quota variabile €/kWh

Trasporto e gestione contatore UC6

 

 

 

Quota fissa €/mese

Quota fissa €/mese

 

Quota variabile €/kWh

Quota variabile €/kWh

Oneri di sistema (ARIM)

 

 

Quota fissa €/mese

 

Quota fissa €/mese

Quota potenza €/kW

 

Quota potenza €/kW

Quota variabile €/kWh

 

Quota variabile €/kWh

Oneri di sistema (ASOS)

 

 

Quota fissa €/mese

 

Quota fissa €/mese

Quota potenza €/kW

 

Quota potenza €/kW

Quota variabile €/kWh

 

Quota variabile €/kWh

Trasmissione (TRASE)

 

 

Quota variabile €/kWh

Quota variabile €/kWh

Quota variabile €/kWh

 

 

Tali modifiche hanno portato ad un inevitabile aumento dei costi: nonostante la diminuzione della quota fissa mensile, l’incremento del corrispettivo di quota potenza ha portato ad un rincaro dei costi di fornitura per quasi tutte le opzioni tariffarie.

Nella tabella sottostante viene riportato il confronto dei costi relativi alla quota fissa (€/mese) e alla quota potenza (€/kW) dell’ultimo trimestre del 2017 con il primo trimestre del 2018:

Codice Tariffa

Descrizione Tariffa

Unità di misura

IV 2017

I 2018

BTA1

Altri usi BT - pot ≤ 1,5 kW

Quota fissa €/mese

2,111950

3,990142

Quota potenza €/kW

2,506125

4,933167

BTA2

Altri usi BT - pot> 1,5 e ≤ 3,0 kW

Quota fissa €/mese

13,356342

3,990142

Quota potenza €/kW

2,373525

4,672008

BTA3

Altri usi BT - pot> 3,0 e ≤ 6,0 kW

Quota fissa €/mese

13,356342

3,990142

Quota potenza €/kW

2,638725

5,194133

BTA4

Altri usi BT - pot> 6,0 e ≤ 10,0 kW

Quota fissa €/mese

13,395801

4,068008

Quota potenza €/kW

2,638725

5,194133

BTA5

Altri usi BT - pot> 10,0 e ≤ 15,0 kW

Quota fissa €/mese

13,395801

4,068008

Quota potenza €/kW

2,638725

5,194133

BTA6

Altri usi BT - pot> 15,0 kW

Quota fissa €/mese

12,557252

3,890842

Quota potenza €/kW

2,506125

4,810367

 

Per quanto sopra, e come riportato anche negli esempi sottostanti, l’unica tariffa che non ha risentito dell’ aumento del costo della fornitura a causa dell’introduzione dei nuovi oneri, è quella per cui l’utenza ha un potenza impegnata pari a 3,0 kW: tutte le altre tariffe infatti, dal 01/01/2018, hanno subito un considerevole rincaro toccando anche differenze prossime al 50% in più rispetto all’ultimo trimestre del 2017.

Tariffa

Unità di misura

Potenza kW

Corrispettivo

IV 2017

Corrispettivo

I 2018

Costo IV 2017

 

 

Costo I 2018

BTA1

Altri usi BT pot ≤ 1,5 kW

Quota fissa

€/mese

 

2,111950

3,990142

2,11

 

 

3,99

Quota potenza

€/kW

1,5

2,506125

4,933167

3,76

 

 

7,40

 

 

 

 

Totale €

5,87

 

 

11,39

Aumento €

 

5,52

 

Aumento %

 

94%

 

Tariffa

Unità di misura

Potenza kW

Corrispettivo

IV 2017

Corrispettivo

I 2018

Costo IV 2017

 

 

Costo I 2018

BTA2

Altri usi BT pot> 1,5 e ≤ 3,0 kW

Quota fissa

€/mese

 

13,356342

3,990142

13,36

 

 

3,99

Quota potenza

€/kW

3

2,373525

4,672008

7,12

 

 

14,02

 

 

 

 

Totale €

20,48

 

 

18,01

Aumento €

 

-2,47

 

Aumento %

 

-12%

 

Tariffa

Unità di misura

Potenza kW

Corrispettivo

IV 2017

Corrispettivo

I 2018

Costo IV 2017

 

Costo I 2018

BTA3

Altri usi BT pot> 3,0 e ≤ 6,0 kW

Quota fissa

€/mese

 

13,356342

3,990142

13,36

 

3,99

Quota potenza

€/kW

6

2,638725

5,194133

15,83

 

31,16

 

 

 

 

Totale €

29,19

 

35,15

Aumento €

5,97

 

Aumento %

20%

 

Tariffa

Unità di misura

Potenza kW

Corrispettivo

IV 2017

Corrispettivo

I 2018

Costo IV 2017

 

Costo I 2018

BTA4

Altri usi BT pot> 6,0 e ≤ 10,0 kW

Quota fissa

€/mese

 

13,395801

4,068008

13,40

 

4,07

Quota potenza

€/kW

10

2,638725

5,194133

26,39

 

51,94

 

 

 

 

Totale €

39,78

 

56,01

Aumento €

16,23

 

Aumento %

41%

 

Tariffa

Unità di misura

Potenza kW

Corrispettivo

IV 2017

Corrispettivo

I 2018

Costo IV 2017

 

Costo I 2018

BTA5

Altri usi BT pot> 10,0 e ≤ 15,0 kW

Quota fissa

€/mese

 

13,395801

4,068008

13,40

 

4,07

Quota potenza

€/kW

15

2,638725

5,194133

39,58

 

77,91

 

 

 

 

Totale €

52,98

 

81,98

Aumento €

29,00

 

Aumento %

55%

 

 

Gli aggiornamenti tariffari stabiliti dalle varie delibere dell’ARERA, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ex AEEGSI, Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas ed il Sistema Idrico), vengono recepiti e applicatiobbligatoriamente e in egual misura da tutte le società di vendita del Mercato Libero.

Tali costi non hanno nulla a che vedere con il prezzo applicato alla materia primadalla Società di Vendita fornitrice che rappresenta l’unico fattore di potenzialerisparmio tra le utilities del mercato elettrico.

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ACQUA LUCE GAS

A PADOVA UNA GUERRA TRA OPERATORI INGIUSTIFICATA

Se una persona deve cambiare fornitore, le municipalizzate e le ex monopolio, fanno cricca a danno del Consumatore.
Promettono e ingannano le persone per attirarle con arroganza a sottoscrivere il contratto con loro.
Quando li hanno catturati (perchè questo è lo stile) gli applicano tariffe basse solo per un breve periodo e successivamente eccedono su quelle del mercato libero.
Oltre tutto si basano su stime e acconti, vietati per legge, in modo di autofinanziarsi a tasso 0,00%, se si fa un reclamo, da maleducati ti mandano a quel paese e se non paghi quel che impongono ti chiudono la fornitura.
Siamo arrivati al Pizzo legalizzato.
Questo è il primo esposto ufficiale che iniziamo a fare ma ne seguiranno molti di pubblici.

Casi come sull'acqua, APS Padova chiede ad alcune persone, il 300% di acconto sulle future forniture (che sia perchè hanno monopolio?). Su una bolletta bimestrale che di norma si aggira sui €. 40. Se ne ritrovano circa 400 , la differenza sono acconti, bisogna sapere tutto e cioè che su quella cifra c'è il calcolo anche delle Tasse, che stanno arrivando ad essere esagerate da soffocare le famiglie.
Ma i Governi perchè fan finta di niente?
Governare un Popolo che muore di fame a chi può interessare?
E le aziende non hanno solo le tasse sul reddito da anticipare "troppo in anticipo" ma devono fare i conti anche con quelle sull'energia.
LE TASSE in BOLLETTA stanno superando il 60% dell'importo consumo e non è più solo l'iva del 10% o 22%.
Troppe accise e poco controllo di Stato

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Scatta l'obbligo di conciliazione per i consumatori in materia di fornitura di energia elettrica e gas

Il tentativo obbligatorio di conciliazione sarà gratuito per i cittadini e si svolgerà presso il servizio conciliazione dell'autorità

A partire dal primo gennaio 2017, i clienti di energia elettrica e gas, domestici e non, inclusi i prosumer (cioè coloro che sono allo stesso tempo produttori e consumatori di energia elettrica), dopo il reclamo all'operatore e prima di proporre una domanda giudiziale nei confronti delle rispettive società fornitrici, dovranno preliminarmente e obbligatoriamente esperire un tentativo di risoluzione stragiudiziale della controversia.

Di seguito la tabella esplicativa delle novità in materia di TICO

TENTATIVO OBBLIGATORIO DI CONCILIAZIONE LUCE E GAS

Chi può proporlo?

Il nuovo tentativo di conciliazione per le controversie in materia di fornitura di energia elettrica e gas può essere proposto solo dal Cliente e dopo il reclamo all'operatore.

Quando si applica?

Controversie tra:

Clienti finali di energia elettrica alimentati in bassa e/o media tensione;

Clienti finali di gas alimentati in bassa pressione, Prosumer o Utenti finali e Operatori o Gestori;

Prosumer e GSE (gestore servizio energetici) in materia di ritiro dedicato e scambio sul posto.

Non si applica nel caso di controversie:

Attinenti esclusivamente a profili tributari o fiscali;

Per le quali sia intervenuta la prescrizione ai sensi di legge;

Promosse ai sensi degli articoli 37 (azione inibitoria delle clausole vessatorie), 139 e 140 (azione tramite associazione di consumatori) 140 bis (class action) del Codice del consumo.

 

Dove si svolge?

Servizio di Conciliazione dell'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico;

Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura;

Organismi ADR iscritti nell'elenco disponibile sul sito web dell'Autorità.

Come si presenta la domanda?

La domanda di conciliazione può essere proposta in modalità telematica sul sito web del Servizio Conciliazione, previa registrazione online e solo dopo aver inviato il reclamo all'Operatore o Gestore e questi abbia riscontrato con una risposta ritenuta insoddisfacente o siano decorsi 50 giorni dall'invio del predetto reclamo; non può essere presentata oltre un anno dalla data di invio del reclamo

Quali sono i termini?

Il tentativo di conciliazione obbligatorio, dovrà concludersi entro 90 giorni, si svolgerà a titolo gratuito per il cliente. Tale termine può essere prorogato per esigenze motivate e per un periodo non superiore a 30 giorni.

Una volta verificata l'ammissibilità della domanda, il Servizio di Conciliazione comunica in via telematica, entro 7 giorni dalla data di ricezione della domanda completa, l'avvio della procedura alle Parti, provvedendo contestualmente a comunicare la data del primo incontro per lo svolgimento del tentativo di conciliazione, che deve essere fissato entro 30 giorni ma non prima di 10 giorni dalla comunicazione medesima alle Parti.

Se, precedentemente, vi è stata la sospensione della fornitura per una fattura tempestivamente contestata con il reclamo, l'incontro per lo svolgimento del tentativo di conciliazione deve svolgersi nel termine di 15 giorni dalla domanda completa e il termine di 10 giorni è ridotto della metà.

Come funziona?

Le Parti e il Conciliatore si incontrano in modalità telematica nel giorno e ora comunicati dal Servizio Conciliazione, mediante l'accesso all'apposita area virtuale riservata, web conference tramite chat, audio, video, o tramite l'utilizzo combinato di tali strumenti.

In alternativa, secondo la valutazione del Conciliatore e delle Parti, l'incontro può svolgersi tramite l'utilizzo di altri mezzi di comunicazione a distanza.

In caso di esito positivo?

Il Conciliatore redige il verbale, nel quale sono indicati i punti controversi e l'accordo raggiunto con il relativo contenuto. Il verbale di conciliazione, anche a seguito di accettazione della proposta del Conciliatore, costituisce titolo esecutivo.

In caso di esito negativo?

Il Conciliatore redige un verbale nel quale indica i punti controversi e che il tentativo di conciliazione ha avuto esito negativo. A questo punto il cliente sarà legittimato ad adire l'autorità giudiziaria.

 
Fonte http://www.condominioweb.com/tentativo-obbligatorio-di-conciliazione.13317#ixzz4UuFDBWDV
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Ci pervengono segnalazioni e lamentele sull'argomento in oggetto.
Nei nostri sportelli, giungono segnalazione, come:
- se cambi manutentore ti trovi l'ispezione;
- se non lasci cambiare pezzi alla caldaia, inutilmente, arriva l'ispezione e sanzioni;
- se non controlli alla CCIAA o in Agenzia delle Entrate se esiste l'azienda, puoi ritrovarti una verifica contraffatta, l'azienda che offre la manutenzione potrebbe essere fallita ma opera emettendo regolare fattura.

Diversi casi, come:
- il tubo che collega il camino viene cambiato insieme alla verifica prevista, ma guarda caso, pochi mesi dopo arriva l'ispezione e trova che il tubo che dalla caldaia non è a norma, e con ciò, sanzione e ancora spese per sostituirlo.
Molti e molti altri casi, ci vengono segnalati, sopratutto persone anziane che non contestano con facilità queste truffe forse concordate per spartire la torta.

A questo punto forse bisogna regolamentare meglio chi deve controllare, o no?!

Sembra la stessa storia di chi acquistava il televisore, e il rivenditore voleva sapere a chi veniva intestato, che strana storia. Certo che volevano saperlo, percepivano soldi-provvigione sul Canone rai.
Come le multe della Polizia Comunale, più ne fai, più guadagni (oltre per dovere percepire uno stipendio sicuro).
Oppure la storia sugli Amministratori di Condominio, che più della metà, ha tutte squadre di servizi che in cambio di lavori offrono la tangente. Peccato che sia già pagato per amministrare un bene non suo.

In questi anni di dura regressione economica, per mantenere il proprio status o per sopravvivere, le truffe sono in aumento considerevole.
In più, si aggiungono le bollette di energia, impazzite, stimate troppo sovente e non veritiere sui relai consumi.

Insomma, uno spremere continuo, come nell'epoca dei feudi.

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